Sacrificarsi per sentirsi amata

Sacrificarsi per sentirsi amata è un errore

Alcune donne, in un eccesso di altruismo, sviluppano la propria autostima solo se si sentono importanti per gli altri.

Queste donne fanno di tutto per l’altro: sono convinte che l’unica via sia quella di sacrificarsi per sentirsi amata. Vivono esclusivamente per il prossimo e vogliono essere sempre al cento per cento per loro. Con questo comportamento eccessivo e iperprotettivo finiscono per dimenticare i bisogni personali. Sia a livello fisico che a livello psicologico. Hanno difficoltà a lasciare che siano gli altri ad occuparsi di loro, e quando accade, si sentono sminuite nel loro ruolo.

Inoltre si sentono in colpa se si ammalano anche solo per qualche giorno o hanno dovuto dire di no ad una persona. Sentono di non essere state all’altezza del compito o della situazione. Hanno avuto bisogno di essere accudite, sono crollate, non ce l’hanno fatta e ciò per loro è intollerabile.

Sono donne che si prendono cura dei familiari, e così facendo sviluppano la loro autoconsapevolezza. Il loro obiettivo è essere mogli e madri perfette. Ma essere anche figlie devote che, per esempio, risparmiano il ricovero ospedaliero ai loro genitori. Infatti la dedizione assoluta è ancora oggi il modello femminile più diffuso e richiesto a livello sociale.

Sacrificarsi per sentirsi amata: il grande inganno

Le donne che sacrificano se stesse spesso ricevono riconoscimento da parte dei familiari solo per quello che fanno, non per quello che sono. Chi è oggetto di cure considera tutto dovuto e avanza pretese sempre maggiori. Di conseguenza queste donne hanno l’impressione di non essere mai abbastanza brave. In generale hanno l’impressione di NON ESSERE ABBASTANZA. Nei casi più gravi DI NON ESSERE PUNTO!

Basando la loro autostima sull’occuparsi di chi ha bisogno, specialmente in famiglia, si convincono che:

Se sono importante per i figli, per i genitori, per il partner, io stessa mi sento importante, diversamente NON VALGO NULLA!

Si tratta di Donne e madri iperprotettive che si considerano responsabili di tutto ciò che avviene nella vita quotidiana della loro famiglia. Per questo si spingono spesso oltre i loro limiti. Si sentono obbligate a fare qualunque cosa dia sollievo agli altri e ne favorisca il loro benessere. Alcune fanno praticamente da madre al partner, quasi fosse un altro figlio. Naturalmente il partner è insensibile a tutte quelle cure e non riconosce il suo sforzo, lasciandola frustrata e sola. Infatti sono molti gli uomini che si comportano in modo talmente irresponsabile da costringere la compagna, per forza di cose, a prendersi cura di loro. Non sono cresciuti: hanno sostituito la mamma con la partner. Prima era la mamma a prendersi cura di loro come un bimbo, ora la partner. Per loro, nonostante i dichiarati buoni propositi di maggiore impegno, non c’è alcuna differenza tra le due donne.

Sacrificarsi per sentirsi amata, anche al lavoro

Daniela ha trentaquattro anni, è mamma di due figli e vive sempre al limite delle sue possibilità! Lavora come caposala in un ospizio per anziani, dove c’è carenza di personale. Ci sono poche figure qualificate e l’istituto, pur di risparmiare, assume sempre meno dipendenti di quelli realmente necessari. Daniela si lamenta con parenti e conoscenti di essere esposta di continuo a situazioni di enorme stress, ma nessuno sembra capire le sue ragioni. In fondo ha un impiego sicuro nel settore pubblico. Come caporeparto è costretta a fare gli straordinari ogni volta che una collega si ammala. Ha la sensazione che qualcuno si approfitti della sua disponibilità. E’ spesso spossata. Le ore di lavoro extra si accumulano, senza che lei possa sfruttarle come ferie, perché il personale scarseggia.

Daniela si trova come stretta in una morsa 

Da un lato è pressata dai superiori e costretta a svolgere mansioni sempre nuove. Dall’altro sente la pressione dal basso, ossia da parte delle colleghe, che non ce la fanno più a sopportare il carico di lavoro. Anche i parenti dei ricoverati le portano via parecchio tempo. Inoltre è costretta a prendere parte a riunioni che non la riguardano, quando invece potrebbe dedicare del tempo e le sue energie agli ospiti del ricovero.

Daniela pretende molto da se stessa: vuole svolgere tutto la meglio e ha sempre più paura di non riuscirci. Se dovesse capitare, dovrebbe rinunciare al suo ruolo di caporeparto e tornare come tutte le altre dipendenti a svolgere turni di notte e nei fine settimana.

Ma in tal caso come farebbe a prendersi cura dei suoi figli? Il suo compagno è poco responsabile e sembra spesso si comporta come il 3° figlio in casa. Si fa servire, aiuta poco, e quando lo fa, è distratto. Il surplus di lavoro la porta ad essere sempre nervosa con i figli. A causa della stanchezza fisica e psichica non ha più voglia di impegnarsi nella relazione con il suo partner.

Ti sei riconosciuta anche tu in Daniela, oppure se sei un uomo, ti sei riconosciuto nel suo compagno?

Sacrificarsi per sentirsi amata: che fare per cambiare

La storia di Daniela è la cronaca quotidiana di tante donne che non riescono o non possono dire di no alle richieste provenienti da se stesse o dagli altri. Cominciamo dal suo lavoro e terminiamo con la situazione in casa:

Anche voi correte il rischio di amare troppo il vostro compagno, i vostri figli, la vostra famiglia o il vostro lavoro?

Se si, fareste bene a ricordare che la dedizione eccessiva, o addirittura il sacrificio di voi stesse è dannoso. I familiari ed i colleghi infatti si comportano in modo non autonomo, sprovveduto e poco empatico. Sanno che tanto ci siete voi a far funzionare le cose, o a prendersi cura di loro.

Per esempio, come difendersi da partner che vogliono essere accuditi? In un solo modo: smettendo di accudirli. Una donna che è abituata a sacrificarsi per sentirsi amata è una sfida davvero enorme che può affrontare SOLO con un supporto psicologico. La tentazione infatti, di tornare alle vecchie abitudini è davvero grande e il contesto (vedi il partner infantile), farà di tutto per evitare che voi cambiate.

Ricorda: le donne che annullano se stesse finiscono per fare del male anche a chi sta loro vicino, poiché esauriscono via via le energie, diventando motivo di preoccupazione.

Dott. Gabriele Achilli – Psicologo Milano superare crisi di coppia

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