riconoscere una persona pessimista

Come riconoscere una persona pessimista da una che ha senso critico

Uno dei criteri per riconoscere se una persona è affetta da pessimismo patologico è il fatalismo. Diversamente la persona ha solo uno spiccato senso critico.

La persona pessimista con il passare del tempo è sempre più in preda della sua passività. Essa rinuncia ad agire sulla sua realtà, convinta che sia immodificabile: “non c’è nulla da fare” e il lucido pessimismo iniziale si trasforma in un vizio della mente. Questo si chiama fatalismo: perché è il fato che manovra la persona come se fosse un burattino nella sue mani. Alla persona non resta che lasciarsi guidare dal fato, senza nessuna possibilità di cambiare il proprio destino (solitamente tragico).

Si tratta della minaccia più insidiosa perché imprigiona il pessimista in una attitudine retroattiva. Le persone “retraoattive” attribuiscono più potere all’ambiente circostante che a loro stesse.

Persona pessimista. Le 9 frasi che ripete più spesso:

La persona pessimista usa un vocabolario e un lessico piuttosto ripetitivo. Tipicamente si esprime con 9 frasi che sono:

  1. non funzionerà
  2. bisogna sempre prevedere il peggio per non essere delusi
  3. c’è sempre qualcosa chee zoppica
  4. le cose belle non durano
  5. quando tutto va bene è il momento che arrivano le rogne
  6. la felicità non esiste
  7. inutile darsi da fare, ciò che deve succedere succede
  8. la maggior parte delle nostre azioni sono vane
  9. mi chiedo perché continuo a parlarvi

Per la persona pessimista, il mondo è nel suo complesso un luogo ostile, che non consente di realizzare i propri desideri. Questa convinzione non solo sopprime il desiderio di impegnarsi (“tanto è tutto inutile”), ma non consente nemmeno si sfruttare risorse e occasioni utili per cambiare.

La persona pessimista patologica è affetto da fatalismo e ansia

Il risultato per la persona pessimista patologica (o affetto da fatalismo), è di non riuscire ad uscire dalla visione negativa della vita, ma anche da uno stato ansioso. Non di rado infatti dietro al pessimismo si nascondono problemi irrisolti, a volte un senso generalizzato di impotenza a seguito di traumi, delusioni o insuccessi che portano a elaborare strategie difensive come le frasi generalizzatrici sopra citate.

Dietro il suo distacco, la persona pessimista è spesso irrequieta: cerca di tenere a bada la sua ansia:

  1. distaccandosi dai problemi
  2. criticando, a volte ferocemente, e più del necessario
  3. prefigurando uno scenario apocalittico (quindi irrealistico), per difendersi dalla paura di sbagliare

Ha insomma trovato come soluzione radicale per proteggersi dalle possibili delusioni quella di non illudersi e non rallegrarsi. Ed ecco la frase n° 10: “andrà né bene, né male”. Una neutralità grigia, priva di vitalità.

Persona pessimista e fatalismo: come prendere una medicina amara oggi per non soffrire domani

Il pessimista patologico, avanzando previsioni negative e catastrofiche, ha la sensazione di avere il controllo sugli eventi e lo ripaga in parte dalle ansie e dalle preoccupazioni: “lo avevo detto”, “lo avevo previsto”. Del resto è incapace di abbandonarsi al buon umore, alla spensieratezza. Non a caso il fatalismo ostinato è tratto tipico della persona depressa.

Se stai vivendo in questa condizione da molte settimane, peggio da mesi è il momento di consultare un professionista, prima che peggiori!!

Gabriele Achilli – Psicologo Milano

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