Paura dell’insuccesso

Con la paura dell’insuccesso vieni orientato verso l’insuccesso

Alcune persone sperano nel successo, altre temono sempre il fallimento. L’atteggiamento che adottiamo determina la nostra motivazione ad agire. Quello che riusciamo a fare dipende da ciò che chiediamo a noi stessi.

paura dell’insuccessoChi è orientato verso il successo è consapevole delle proprie capacità, e conseguentemente si pone obiettivi raggiungibili. Sceglie compiti di differente complessità, e in tal modo riesce a godersi la soddisfazione di una buona riuscita. Partendo invece dall’idea di fallire, ci poniamo degli obiettivi toppo facili da cui riceviamo poca soddisfazione.

O ci lasciamo spronare dalla prospettiva di riuscire, oppure ci facciamo prendere dall’ansia di fare fiasco. Se confidiamo in un buon risultato, siamo in grado di svolgere meglio i compiti che ci vengono assegnati, mentre se sprechiamo le energie a lottare contro il tanto temuto insuccesso, ci complichiamo inutilmente la vita. Anziché predisporci alla riuscita, perdiamo tempo a rimuginare sul modo di evitare l’imminente sconfitta e le temute conseguenze.

La paura dell’insuccesso favorisce l’insuccesso: atleti, studenti, professionisti

paura dell’insuccessoQuando gli atleti professionisti affrontano una gara immaginandosi già di perdere, è come se la loro sconfitta fosse già programmata. Quando studenti, atleti o professionisti pensano di riuscire e confidano in un buon risultato, considerano il compito che hanno davanti come una sfida. Sono contenti di poter dimostrare le loro capacità. Credono in se stessi e nelle loro competenze, per cui affrontano la cosa positivamente e si sentono motivati. Sono sicuri di poter gestire la situazione.

Se però capita che queste persone giudichino la sfida troppo difficile e noiosa, non si sforzano più di tanto e rischiano di commettere degli sbagli. Anche loro hanno quindi bisogno di sentirsi motivati a studiare o allenarsi.

Un po’ di paura di sbagliare unita alla speranza di fare bene rappresenta la combinazione perfetta per ottenere un buon risultato – José Mourinho, Allenatore

La paura dell’insuccesso favorisce l’insuccesso: gli spavaldi

Gli spavaldi, estremamente ambiziosi, ma ben poco pazienti e costanti, si pongono obiettivi troppo elevati. Appena incontrano un problema gettano la spugna e, così facendo, collezionano una serie di fiaschi. Scolari, studenti, manager orientati verso l’insuccesso sono capaci quanto quelli orientati verso il successo, ma giudicano diversamente il loro operato: considerano gli insuccessi la dimostrazione delle loro incapacità.

La paura dell’insuccesso favorisce l’insuccesso: cause interne e cause esterne

FOTO LOCUS OF CONTROL

paura dell’insuccessoEsistono due tipi di cause di riuscita (o di non riuscita): cause interne o cause esterne. Le cause interne risiedono nella persona. Quelle esterne sono invece dovute all’ambiente in cui la persona opera. Sia le une che le altre possono mantenersi costanti o modificarsi. Noi possiamo attribuire successi e insuccessi alla nostra persona (ai nostri sforzi, alle nostre conoscenze, alla nostra volontà, …), oppure all’esterno (la fortuna, la sfortuna, gli altri che non ci capiscono, il compito difficile, …).

Possiamo motivarci a rendere di più se attribuiamo ai nostri sforzi compiuti, l’esito delle nostre azioni, vale a dire a cause interne. Porre le proprie capacità in primo piano, quindi, si ripercuote positivamente sul rendimento. Attribuendo invece tutto al caso, o limitandoci a sottolineare la difficoltà di un’impresa (partendo quindi dalle cause esterne del successo o dell’insuccesso), distruggiamo la nostra motivazione.

In breve:

ci motiviamo per rendere meglio concentrandoci sul successo e sforzandoci di raggiungerlo.

 Gli individui orientati verso il successo o all’insuccesso gestiscono i risultati del loro operato (positivi o negativi che siano), in modo opposto. Se siamo orientati verso il successo, riconduciamo i risultati positivi raggiunti a fattori interni, quali le nostre capacità; quelli negativi, invece, ce li spieghiamo con fattori esterni, quali circostanze sfavorevoli, oppure a cause momentanee, come un calo del rendimento o comunque con un fattore che non ha niente a che fare con le nostre capacità. Le persone orientate verso l’insuccesso attribuiscono invece la riuscita a svariati fattori esterni, quali la fortuna o la facilità della prova, anziché a fattori interni, come la propria bravura. E’ questo il loro problema di fondo:

gli eventuali errori che commettono li attribuiscono a priori alla propria incapacità, mentre la riuscita la considerano come una circostanza isolata e fortuita, sulla quale non possono esercitare alcuna differenza. Così facendo si demotivano fin dal principio.

E tu?

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