La febbre del gioco

la febbre del gioco

Ha la diffusione e la velocità di un epidemia, tutti la conoscono, molti ci guadagnano, alcuni agiscono per contrastarla: è la febbre del gioco.

La caratteristica fondamentale di questo disturbo è la difficoltà a resistere ai desideri, agli impulsi e alla tentazione di compiere atti che sono considerati nocivi per se stessi e per gli altri.

Può succedere in casi simili di:

  1. avvertire un senso crescente di eccitazione o tensione emotiva prima di compiere l’azione.
  2. provare piacere, gratificazione mentre la compie, anche se viene reiterata senza considerare gli effetti sulla propria vita e su quella altrui.

Si parla di dipendenza quando un comportamento che di solito procura piacere comincia a venire praticato in modo compulsivo, cioè fuori dal proprio controllo.

I SINTOMI

Si possono osservare sintomi manifesti:

  • elevato tempo di attività,
  • manifestazioni di irritabilità e ansia,
  • isolamento sociale,
  • scarso rendimento lavorativo.

Altri sintomi restano più latenti, quasi occulti, ma con un po’ di auto-osservazione si possono riconoscere:

  • impulso irrefrenabile a collegarsi alla rete,
  • ripetuti e infruttuosi tentativi di smettere,
  • frequenti menzogne relative ai collegamenti ricorrenti,
  • ricorrenti fantasie relative a internet

Impersonare una creatura di fantasia rappresenta, per esempio, sia un rifugio sia uno sdoppiamento: naturalmente tra vita reale e virtuale è la prima ad essere messa in un angolo. Questo ritiro progressivo può causare notevoli difficoltà, tra cui:

  • perdita di interessi,
  • bruschi cambiamenti di umore,
  • disturbi del sonno e dell’alimentazione,
  • rapporti conflittuali con i familiari.

 

COME SE NE PUO’ USCIRE?

Non è affatto semplice ne breve il periodo di (vera e propria) disintossicazione da un’abitudine compulsiva, che ha il vantaggio di isolare dalle difficoltà del quotidiano.

Il percorso deve prevedere programmi terapeutico-riabilitativi, talvolta consistenti anche in soggiorni in strutture specializzate.
Sviluppare auto-osservazione,Se ti riconosci nei sintomi sopra descritti, il percorso che puoi cominciare da solo (ma ti consiglio un aiuto specialistico) tende a irrobustire la personalità:

  1. analizzare la tua esperienza di vita, le tue routine inefficaci,
  2. riconoscere e valorizzare i tuoi punti di forza: cosa ti aiuta “a stare lontano dai guai”?
  3. osservare chi come te è in questa situazione e fare tesoro delle sensazioni sgradevoli che provi per iniziare un tuo percorso di cambiamento

Dott. Gabriele Achilli

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