10 regole in caso di figlio con tic nervoso

Il tic rappresenta il modo che il figlio trova per sfogare una tensione emotiva, un’angoscia che non sa esprimere in altro modo.

Figlio con tic nervosoSituazioni che causano tensione emotiva sono:

– la paura di essere derisi, rifiutati o presi in giro,

– l’aggressività repressa nei confronti di un fratello,

– il contrasto tra le ambizioni scolastiche e i risultati conseguiti,

– la difficoltà ad identificarsi con uno dei genitori.

Spesso al tic si associano sentimenti di vergogna e di frustrazione.

Si tratta di un disturbo quasi sempre transitorio. Nella maggior parte dei casi i tic scompaiono entro la fine dell’infanzia o nella preadolescenza.

Consigli utili

Ecco alcuni consigli utili per i genitori con bambini che soffrono tale disturbo:

  1. La prima fondamentale regola è fare finta di niente, altrimenti il piccolo tenderà a farlo di nascosto.  Sottolineare il tic lo fa sentire sbagliato e non accettato e crea ansia che a sua volta si esprime con il tic, in un circolo vizioso. Quindi non farlo guardare allo specchio, non mostrarsi preoccupati, non sgridare, non imitare.
  2. Seconda fondamentale regola è creare un ambiente sereno, quindi potete parlare dei tic solo se è il bambino a sollevare l’argomento. A quel punto spiegate che non si deve preoccupare, non deve avere paura (“tanti bambini li hanno o li hanno avuti e piano piano sono sempre passati”) e che presto scompariranno.
  3. giocate mezz’ora al giorno con lui: colorare, disegnare, cucinare…proponete una attività da fare insieme e divertitevi con il vostro bambino. Figlio con tic nervosoDurante il gioco ascoltatelo, è lì (facendo parlare i personaggi o disegnando) che rivela le sue ansie, le sue difficoltà ed è lì che potrete rassicurarlo e fargli sentire che ce la farà.
  4. senza farvi notare, annotate in un taccuino quando compaiono, in che modo e in relazione a che cosa (a una sgridata, in presenza di entrambi i genitori o a uno solo, mentre fa i compiti, quando è arrabbiato o felice …). Vi aiuterà a comprendere meglio quando il bambino sente la necessità inconsapevole e involontaria di ricorrere al tic.
  5. rendere il bambino autonomo per tutti i piccoli compiti che può e sa fare alla sua età: mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi da solo, collaborare e aiutare la mamma in casa, riordinare i propri giocattoli, preparare l’occorrente per la scuola. Non fare mai le cose al posto suo: il messaggio è “sei piccolo” e “non sei capace”.
  6. Riducete al minimo o cancellate dal vostro vocabolario frasi come: stai attento, guarda che ti fai male, tanto non ci riesci, te lo faccio io che tu non lo sai fare, copriti, pulisciti bene, ecco ti sei fatto male, quel cibo non va bene perché ti fa male, non ti appoggiare nel bagno, attenzione ai germi… .
  7. premiare con le parole i suoi sforzi e le sue conquiste: fatelo sentire importante e “capace”.
  8. spiegare le regole e i divieti in modo chiaro, semplice e mai esagerato. Quando un divieto non viene rispettato: spiegare quale sarebbe stato il comportamento giusto e incoraggiarlo sul fatto che la prossima volta andrà meglio.
  9. gestire le esplosioni di rabbia: rispecchiare le sue emozioni ed accettarle (“so che sei arrabbiato ma per la mamma e il papà è importante che…).
  10. per dare voce alle emozioni e alle paure e insegnare al bambino a riconoscerle e superarle, leggete prima della nanna una piccola fiaba (sempre fino alla fine).
  11. compiti a casa: create un ambiente sereno e calmo, fatelo studiare in camera sua se possibile e comunque mai davanti alla tv, con la radio accesa o in presenza di qualsiasi altro stimolo esterno che possa distrarlo.

Dott. Gabriele Achilli – Psicologo

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