Dottore, ho un figlio aggressivo!  Parte 2

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto brevemente cosa sia l’aggressività e come si manifesta in un giovane oggi.

figlio Aggressivo

Abbiamo brevemente accennato che oggi i giovani non sono più aggressivi di un tempo. Invece è cambiato il loro modo di manifestare l’aggressività. Vediamo ora di approfondire alcuni comportamenti aggressivi, il ruolo del gruppo di amici e il ruolo di noi genitori.

Un giovane (e in generale una persona), può comunicare in tanti modi. Il senso comune e gli studi scientifici sembrano concordi nell’affermare che forme di comunicazione corrette sono:

  • il dialogo;
  • la richiesta di aiuto;
  • il confronto;
  • la disponibilità ad apprendere;
  • la ricerca di persone adulte di riferimento;
  • la riflessione interiore.

Un adolescente spesso adotta uno stile di comunicazione aggressiva, con frasi o atteggiamenti del tipo:

  • “me ne frego“, ovvero rifiuto dei valori adulti;
  • linguaggio volgare, con cui sta affermando che non ha bisogno di un linguaggio “sessuale adulto e rispettoso” come quello dei miei genitori;
  • atteggiamento irriverente, dissacrante o spirito polemico, ossia la rottura del binomio sacro genitore-figlio e desiderio di stare sullo stesso piano del genitore.

Altri comportamenti aggressivi evolveranno verso forme più adulte di comportamento, ma per ora comunicano questo:

  • ostento la mia sessualità, ossia “sono diventato potente”;
  • rifiuto la scuola, ossia “i geni non hanno bisogno di imparare dagli altri”;
  • il gruppo dei coetanei è fondamentale ossia, “se non posso stare con loro sono un isolato;
  • sono depresso ossia, “spesso sono molto triste perché non trovo alternative a quel che mi capita”.

figlio AggressivoTutte queste forme fanno riferimento all’ambivalenza dell’adolescente che si sta staccando dal mondo del bambino con il suo sapore magico e onnipotente e non è ancora ben modellato per vivere il mondo adulto con la forza nuova che si fonda sulla responsabilità e sulla  capacità di fare delle scelte personali.

Inoltre la società sta (come visto nella prima parte dell’articolo), veicolando una serie di informazioni in cui  l’immagine prevale con il fascino dell’esteriore, dell’immediato, dell’utile, del potente…. rinforzando i meccanismi di prepotenza invece di quelli della conquista lenta ma più profonda.

Fuori delle mura domestiche, l’adolescente esprime la propria aggressività raramente da solo. Lo fa con i suoi amici. Infatti per lui, il gruppo riveste funzioni fondamentali. Ecco i vantaggi (gli aspetti positivi per la crescita) del gruppo:

  • più autostima, perchè l’adolescente si sente riconosciuto accettato e valorizzato dai suoi pari;
  • comunicazione più sicura in un momento di fatica evolutiva;
  • è il “luogo” in cui ci si diverte e dove relazionarsi alla pari apprendendo nuove abilità sociali;
  • “diventa un test” per capire che cosa agli altri piace di lui e che cosa no;

I limiti invece del fare gruppo sono:

  • Il conformismo;
  • Le dinamiche all’interno sono molto rigide;
  • Leadership ben definita (esercitata da un ragazzo o da un gruppetto) con il rischio che diventi dispotica;
  • Le regole definite possono appiattire la criticità dell’individuo;

[continua…]

Dott. Gabriele Achilli – Psicologo

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