Fattorie didattiche a scopo educativo

Fino agli anni ’50 le vita rurale e l’esperienza della campagna erano strettamente legate alla realtà quotidiana dei bambini.

Si legge in alcuni temi di quegli anni:

Noi abbiamo vendemmiato su alla vigna e io sono stato a staccare e lo zio portava giù.

Io nel pomeriggio vado ad aiutare alla mamma a spargere il sale.

fattorie didattiche

Già negli anni ’70, l’esperienza dell’agricoltura si era ridotta ad argomento e oggetto di studio. Per farla conoscere ai bambini occorreva uscire dalla scuola e andare dal contadino, spesso il papà o il nonno di un compagno di classe. Oggi i bambini vengono accompagnati in strutture appositamente organizzate per accogliere gruppi: le fattorie didattiche.

Si tratta di aziende agricole che propongono a scolaresche e a gruppi organizzati attività specifiche che riguardano i processi produttivi di ciò che comunemente arriva sulle nostre tavole (pane, pasta, formaggi, seta, …). Gli ospiti sono coinvolti in attività pratiche a carattere laboratoriale come mungere, cucinare, assaggiare e via dicendo.

In Italia le fattorie didattiche erano 300 nel 2001. Oggi sono 2100. In 10 anni il loro numero è quasi decuplicato.

Dal punto di vista educativo e formativo esse rappresentano il primo incontro per ragazzi e bambini con l’ambiente rurale, che assume qui in connotati di un ambiente “sospeso”, pulito e soleggiato, in cui fare bene e si sta bene, spazio mitico, fatto di colori sgargianti, felicità, convivenza pacifica tra uomo e animali.

Questa visione spesso è assecondata dalle fattorie stesse, per andare incontro agli stereotipi sulla campagna di chi vive in contesti urbani.

Forse alla base di tutto c’è un’intuizione corretta: in fattoria si sta bene, soprattutto la fattoria fa bene allo spirito, alle emozioni e al fisico.

Spesso, insieme alle finalità educative, si somma il desiderio di recuperare tradizioni perdute in città. Il contesto rurale insomma ci aiuta a ricucire i legami recisi tra:

  1. corpo e mente. Fare esperienza diretta, in un ambiente reale, significa cogliere cosa si nasconde dietro le parole: la fattoria fa bene all’apprendimento dei bambini;
  2. tra uomo e natura. Osservare il processo che dalla mucca arriva al formaggio aiuta a ricomporre il sapere e la sua complessità, sfida di cui il sistema educativo deve saper farsi carico;
  3. infine tra ego e eco. La fattoria suggerisce un allargamento dei nostri confini mentali: da noi stessi a noi-stessi-dentro-la-natura: si tratta di una nuova coscienza ecologica che sviluppa con l’ambiente una relazione di rispetto che non necessita di divieti, vincoli e regole.

Dott. Gabriele Achilli

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