Educare i figli degli altri non è come farlo con i propri

Se con i ragazzi ci so fare perché con mio figlio è più complicato?

Perché vediamo chiaramente gli errori commessi dagli altri e non capiamo quelli commessi da noi? Leggete queste due frasi, dette da due genitori:

So di essere eccezionale con i figli degli altri, ma con il mio è tutto più complicato,

dice Mario.

Mia figlia mi ha gridato contro: mamma tu mi togli la vita! Ma a dire il vero io non so consa sia la sua vita, non so nulla di lui e non riesco a stabilire cosa sia il meglio,

confessa Daniela.


educare i figli degli altriAlla base di molte incomprensioni c’è l’ipercura dei propri figli
: si tratta di quella forma di controllo eccessivo che si traduce in troppe frasi come: “copriti”, “stai attento”, “torna presto”, “non fare questo, non fare quello”… Per questo con i figli degli altri funziona meglio. Ci si spoglia di quell’eccesso di attenzioni che in realtà nasconde la nostra aggressività o i nostri sensi di inadeguatezza di fronte alla crescita di un figlio.

Infatti il rapporto figlio-genitore porta con sé due derive pericolose: la prima è la mamma afflitta dal senso di colpa per il figlio “sbagliato” e la seconda è il padre sprezzante, che critica ogni cosa che non va nella direzione da lui attesa. Se vi capita di riconoscervi spesso in questa situazione, sappiate che per elaborare un “genitore deluso”, un figlio può impiegarci anche dieci anni: un danno enorme. I figli vanno sostenuti e apprezzati. Lo stiamo facendo a sufficienza?

Dott. Gabriele Achilli – info@gabrieleachilli.it