Diventare genitori

Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo. E (quasi) nessuno te lo insegna! Ma quanto può essere difficile questo compito?

essere genitoriEssere genitori sembra diventato un compito più complesso rispetto a qualche anno fà. Sono cambiati i contesti di crescita, le coperte psicologiche ed educative hanno creato nuovi presupposti per la crescita dei propri figli in modo sereno e sano.

Essere genitori significa nutrire e mantenere i propri figli, ma non basta più. Sei chiamato a creare un legame affettivo  che permetta al bambino di crescere con spontanea curiosità e sensi di sicurezza. Cura l’ambiente familiare e di coppia perchè sia terreno fertile per l’instaurarsi di questa buona relazione. Accogli l’unicità del proprio figlio, comprese le differenze e la frustrazione per le tue aspettative non realizzate. Definisci alcune (poche ma certe) regole condivise.

Ecco alcune suggestioni che spero vi possano essere utili (a me lo sono state) per diventare genitori più efficaci:

Sei al supermercato, ti sei distratto e lui non è più accanto a te. Ti chiedi se qualcosa di irrimediabile sia accaduto in pochi secondi – Jon Rance, Non sono degno di tre.

Questo stesso panico torna quando diventi genitore per la seconda volta: cioè quando tuo figlio /a diventa adolescente e tu devi ripartire da capo. Non parla, non sorride, è arrabbiato con quasi tutti, sicuramente con te. Che fare? Riporto questa frase:

Genitori siate coraggiosi e non considerate i vostri figli una proprietà: a volte il contrario dell’obbedienza non è la disobbedienza, ma l’indipendenza, il contrario del controllo, non è il caos ma l’autocontrollo, il contrario dell’ordine non è il disordine ma la libertà – Jay Griffiths, Consulente di coppia.

Infine, l’ultima suggestione:

Ricordate che per crescere un bimbo non basta la coppia; ci vuole l’intero villaggio – Maria Rita Parsi, Psicoterapeuta.

L’intero villaggio, nel vostro caso sono nonni, zii, cugini, amici e vicini di casa. Ben vengano quindi i consigli dagli altri, purché non si traducano in confronti umilianti per voi. Per vostro figlio che cresce sono altri modelli a cui guardare, da cui imparare.

Dott. Gabriele Achilli

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