Come difendersi dai pessimisti

Come difendersi dai pessimisti

Non è facile in un periodo di difficoltà economica come quello che stiamo attraversando, sorvolare sulle difficoltà del vivere quotidiano.

E’ sempre più arduo mantenere una visione ottimistica, aperta alla speranza. Non dovremmo però cedere ad una forma mentis volta al negativo che influenza i nostri comportamenti e contagia chi ci vive accanto.

Nella sua forma base, cogliere gli aspetti negativi non è dannoso. Consente infatti di evitare eccessi di ingenuità e di prevedere difficoltà che, date certe premesse, possono presentarsi sulla nostra strada. In comunità o in famiglia o nella coppia, chi ha questa propensione svolge un ruolo di parafulmine: è lui che si assume la responsabilità di controllare che nessuno si metta in situazioni troppo rischiose.

Non si nasce pessimisti, ma lo si può diventare nel corso degli anni per diverse ragioni: le esperienze vissute, i modelli che si sono avuti nell’infanzia (in particolare i genitori), l’essere spinti, da chi vive accanto, ad assumersi questo ruolo.

Come difendersi dai pessimisti: 5 caratteristiche dei pessimisti

Per difendersi dai pessimisti, bisogna prima di tutto riconoscerli. La persona pessimista attua comportamenti demotivanti e influenza negativamente gli altri, che ne subiscono la pressione. Ha 5 caratteristiche che puoi riconoscere facilmente. Basta che possieda una di queste per esserlo, più spesso ne possiede 2/3 insieme:

  1. Generalizza
  2. Critica
  3. Non si mette mai in discussione
  4. Trasmette insicurezza
  5. Non dice il positivo

Vediamole le prime due nello specifico.

Come difendersi dai pessimisti che generalizzano

I pessimisti che generalizzano fanno da catalizzatori di problemi e di persone che si comportano di conseguenza. Per esempio in ufficio dicono:

«Stefano qui non funziona niente, non è possibile, alla mattina arrivano tutti in ritardo»

«Daniela anche questa mattina abbiamo aperto in ritardo»

«Giovanna ma cosa devo fare, i monitor dei televisori alla mattina sono tutti spenti!»

Come difendersi dai pessimisti che criticano

Le persone pessimiste criticano e criticano sempre. Hanno sempre qualcosa che non va. Le comunicazioni che ricevi dalla persona pessimista vertono su soggetti negativi:

  • notizie negative riguardo a progetti o persone
  • cose che tu o gli altri non hanno fatto bene
  • tue manchevolezze
  • attività che non vanno come dovrebbero
  • cose che lo/a preoccupano

Come difendersi dai pessimisti: devi proprio frequentare questa persona?

Se la risposta è si, allora devi mettere in campo delle azioni di contenimento per difenderti dal contagio. Si perché purtroppo il pessimismo è contagioso. Ha un grande fascino sulla nostra mente. E’ in grado di condizionarla. Per diminuire la pressione di una persona pessimista devi:

  1. Evitare di andare in scontro diretto con lui/lei, no aggredirla perché vincerà con il suo pessimismo
  2. Allontanati da lui/lei, dirada gli incontri con lei in una prima fase
  3. Lascia cadere le notizie negative che ti dà
  4. Non parlargli di cose negative che ti capitano
  5. Non esporti alle sue critiche: migliorati

Come difendersi dai pessimisti: 4 domande da farti per scoprire se ti stanno influenzando

Oltre a quanto detto, come puoi cercare di essere più forte? Puoi porti 4 semplici domande per non essere soggetto al virus del pessimista. Chiediti chi non riesci ad influenzare, con chi hai timore di parlare chiaro, a chi devi stare attento a come dici le cose, con chi scendi a compromessi e poi non ti senti bene. Sono certo che hai individuato una rosa di nomi di persone pessimisti da cui difenderti.

Come difendersi dai pessimisti: il problema è la giusta misura

Come per altre attitudini, il problema è trovare la giusta misura, ossia non superare una certa soglia oltre la quale ciò che inizialmente è funzionale e tollerabile diventa irritante e patologico. La frontiera la si riconosce facilmente dai seguenti atteggiamenti o derive:

  1. Il pessimista è talmente concentrato ai segnali sfavorevoli e impregnato di occupazioni e attese negative da non sapere più rilassarsi e gioire dei momenti felici.
  2. Tende a rimuginare in continuazione, il che lo rende irrequieto e irritabile
  3. Cerca di convincere chi gli vive accanto che non c’è alcun motivo per rallegrarsi e soprattutto, è da incoscienti abbandonarsi al buon umore.
  4. Con il passare del tempo scivola sempre più nella passività, nella rinuncia, nel fatalismo (“non c’è nulla da fare!”) e il lucido pessimismo iniziale si trasforma in un vizio della mente.

E tu in che lato della frontiera ti riconosci?

Gabriele Achilli Psicologo Milano

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